CONSIGLI DI SCRITTURA – Primo capitolo: Cosa scrivere e cosa evitare

Il primo capitolo è fondamentale, lo sappiamo tutti. Un lettore decide se proseguire o meno con la storia già dalle prime righe, quindi è necessario che sia perfetto. Ma vi siete mai chiesti come renderlo tale? Nel primo capitolo si mettono le basi per ritmo, atmosfera, umore della storia. Si deve comprendere il genere, creare interesse e spingere il lettore a desiderare di imbarcarsi in un’impresa non semplice: finire il vostro romanzo. Sostanzialmente con il primo capitolo dovete convincere il lettore a investire su di voi. Ho delineato dei punti da tenere in considerazione quando si scrive o edita il primo capitolo della vostra storia. Io, personalmente, la prima volta che stendo l’inizio di un mio romanzo non rispetto quasi nessuna di queste regole, durante la prima revisione però riscrivo il contenuto uniformandolo e dandogli un senso. I lettori di oggi sono molto diversi da quelli di un tempo e le regole per i primi capitoli sono cambiate. Se vi state chiedendo ancora da dove iniziare allora vi rimando al mio precedente articolo: Come iniziare a scrivere un libro. Se invece siete pronti a scrivere o correggere le vostre prime pagine siete nel posto giusto.

Incominciamo!

– Iniziate con una frase a effetto. Che sia il prologo o il vero e proprio primo capitolo, le prime parole di un romanzo sono importanti quanto le ultime. Spesso sono ciò che spinge un lettore a iniziare un libro, ancora più della trama. Se le prime parole catturano allora siete partiti con il piede giusto. Potete incominciare a metà di una scena (es. Un personaggio sta fuggendo da qualcuno che lo insegue), con un dialogo (es. Il/La protagonista si sveglia nel letto dell’ultima conquista e cerca di convincerlo/a che lo/la richiamerà), con un flashforward ossia mostrando qualcosa che avverrà (es. Una scena dalla battaglia finale) e in tantissimi altri modi.

Non interrompete la narrazione per presentare il/la protagonista. Bisogna integrare in modo organico le varie informazioni. Facendole emergere dal discorso e non costringendo il lettore ad una pausa. Questo è l’errore più comune e quello che faccio sempre quando scrivo. Dare troppe informazioni blocca la narrazione. Introducete il/la protagonista brevemente e tagliate il resto, lo riprenderete pian piano nel corso del romanzo, creando magari anche qualche colpo di scena. Esempio: Il vostro protagonista ha un disturbo ossessivo compulsivo, fatelo capire subito, ma nascondete ai lettori magari che questo disturbo lo porta a farsi del male o a farlo ad altri.

– Evitate di descrivere tutti i personaggi e tutti insieme. Se introducete già nelle prime scene troppi personaggi farete confondere i lettori. Riducete il numero e non dite ogni cosa di ciascuno. Collegandomi al punto precedente, fate in modo che ogni descrizione sia parte integrante della storia. Non devono esserci inutili interruzioni.

Introducente l’ambiente e il mondo cercando di far procedere la storia. Con il passare del tempo i lettori sono cambiati. Se prima andava bene leggere romanzi in cui all’inizio c’erano 50 pagine di presentazione, ora i lettori vogliono più movimento. Bisogna introdurre l’ambiente e il mondo in cui vivono i protagonisti in maniera naturale, creando sempre movimento e non rimanendo statici.

– Non fissatevi sul voler spiegare tutto subito. I lettori sono intelligenti, non serve che diciate loro ogni cosa, lasciate che arrivino da soli ad alcune conclusioni e mantenete dei segreti. Voi dovete sapere tutto, ma loro no.

– Evitate stereotipi oppure cercate di giocarci. Con questo voglio dire che se introducete un certo tipo di personaggio provate a renderlo unico o comunque particolare.
Esempio 1: Se volete inserire una bionda senza cervello o siete sicuri di farlo bene, oppure rischierete di irritare il lettore. Provate a renderla così assurda da risultare divertente o aggiungere un aspetto della sua personalità totalmente inaspettato.
Esempio 2: Il bad boy, presente nel 90% dei libri sul mercato lo abbiamo visto in tutte le salse. Cercate di raccontare qualcosa di mai sentito prima, trovate un nuovo punto di vista ed evitate in tutti i modi di cadere nel banale.

– Studiate! Se parlate di un momento storico preciso, una parte del mondo particolare, un tratto caratteristico, ecc, informatevi il più possibile.
Esempio 1: L’epoca vittoriana non è solo quella delle serie televisive. Cercate libri sul periodo storico, leggete saggi, manuali di storia e biografie di personaggi del tempo.
Esempio 2: È facile cadere in errore e offendere parlando di personaggi LGBTQIA+, l’identità sessuale non è l’unico aspetto del carattere di questi personaggi quindi evitate di cadere ancora una volta nel banale.

– Non cambiate troppi punti di vista. A meno che non siate scrittori esperti per iniziare vi consiglierei di limitare i punti di vista. Nel primo capitolo mettete le basi per la vostra storia, saltando da un PDV all’altro confonderete il lettore che si sta approcciando per la prima volta al vostro mondo.

– Abbiate chiaro il tempo in cui è ambientata la storia. I verbi sono ciò che ci permette di comprendere il discorso, dovete avere l’idee chiare sul quando della storia e sul chi. È un libro in prima persona? Terza persona? Presente? Imperfetto? Passato? Dovete averlo ben presente quando iniziate. È sempre possibile cambiare in seguito, ma bisogna partire con le idee chiare. Inoltre se il romanzo è ambientato in una determinata epoca dovete saper parlare come persone di quel tempo, dovete conoscere i termini utilizzati e quelli invece che ancora non erano stati coniati.

– Movimentate la scena, a nessuno piace leggere un libro che non inizia. Mettete un po’ di movimento nella scena facendo in modo che proceda con ritmo e che spinga a voltare le pagine. Rimanendo nel vostro genere fate ridere, spaventate, inquietate, giocate con il lettore.

– Mostrate, non raccontate. Nel corso del romanzo bisognerà trovare il giusto bilanciamento tra le due cose. Nel primo capitolo però è necessario catturare il lettore da subito. Renderlo partecipe di ciò che succede è il modo più efficace per farlo.
Vi lascio un esempio
1. Marco era arrabbiato e decise di andarsene.
2. Marco si alzò di colpo dalla sedia facendola cadere a terra. Afferrò la giacca e si precipitò fuori dalla porta sbattendola alle sue spalle.
Quale delle due secondo voi è meglio?

– Inserite un colpo di scena! Deve essere qualcosa che motiva il protagonista, che sorprende il lettore e che spingerà entrambi a proseguire il racconto. Niente cattura di più di un colpo di scena ben ideato.

– Concludete il capitolo in modo intelligente. Inserite qualcosa che porti a iniziare subito il successivo, qualcosa che renda impossibile mettere giù il libro o che comunque coinvolga il lettore. Può essere il colpo di scena sopra citato, una battuta che fa sorridere o un pensiero che da riflettere.

– Domandatevi cosa vorreste leggere. Se siete i primi a non amare ciò che avete scritto allora dovete lavoraci sopra. Cancellare e ricominciare sembra spaventoso ma non dovete scoraggiarvi.

Questo è tutto per il momento. Se avete domande o commenti sarò felice di rispondere.

Buona scrittura,
Caty

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