Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman ~ Recensione

Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman è un nuovo romanzo pubblicato da Garzanti e che sta facendo parlare molto di sé. Il libro affronta argomenti delicati, come depressione e violenza, quindi non lo consiglio a un pubblico sensibile.
Voto: 🌟🌟🌟

92e1e24a86b765b0bd703c9c2cd188c2

TRAMA

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita.
E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato.
Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

RECENSIONE

Ho letto questo libro pochi giorni dopo l’uscita e, nonostante sia un romanzo carino, credo sia stato sopravvalutato da chi lo definisce il libro migliore dell’anno. Questo è il mio parere onesto, non voglio offendere né il libro, né chiunque lo abbia amato, i gusti sono soggettivi ed è normale pensarla diversamente. Il libro nel complesso mi è piaciuto, tanto che il mio punteggio comprendeva mezza stella in più, in un punto persino una completa, ma alla fine ci sono state alcune cose che mi hanno fatto cambiare idea.

La storia parla di Eleanor Oliphan, una trentenne che si occupa di contabilità in un ufficio e che ha problemi a socializzare. Eleanor spesso dice ciò che le passa per la mente, non ha filtri e viene considerata pazza da chi la incontra. Questo suo carattere è stato influenzato da una serie di disgrazie avvenute nella sua vita e che non ha mai veramente affrontato. L’incontro con un nuovo collega e uno sfortunato incidente la porteranno a circondarsi, per la prima volta, di amicizie e persone che la rispetteranno veramente e la spingeranno ad affrontare il suo passato per imparare a convivere con il suo presente.

Nel complesso la trama è interessante, semplice e lineare, ma nulla di più. In alcuni momenti raggiunge picchi di profondità che smuovono molte emozioni, ma allo stesso tempo risolve alcuni temi in modo troppo frettoloso e superficiale, oltre che stereotipato.

Il libro è strutturato in tre parti: Bei Giorni, Brutti Giorni e Giorni Migliori. La prima sezione della storia è la più grande e oltre che a presentarci Eleanor, ci porta nel suo mondo e accenna al suo passato. Mano a mano che si legge si comprende più su di lei e sul suo carattere, immedesimandosi a tratti con i suoi ragionamenti ingenui, ma che devo ammettere di aver fatto anch’io a volte.
Si arriva però alla seconda parte, leggermente più breve della prima, senza molta introduzione e proiettando subito il lettore in una scena che, personalmente, mi ha creato moltissima confusione. In questa sezione del libro però ho trovato i momenti migliori e più profondi che mi hanno colpito inaspettatamente tantissimo.
L’ultima parte invece è fin troppo breve e riassuntiva. Si sente che l’autrice ha voluto sciogliere tutti i nodi, ma lo ha fatto decisamente troppo velocemente, soprattutto riguardo ad un colpo di scena che avviene proprio nelle ultime pagine e che viene “accettato” dal personaggio principale senza se e senza ma.
Avrei preferito un momento più profondo che accompagnasse questa rivelazione finale e fosse in linea con le parti precedenti del romanzo, messa così sinceramente mi è sembrata una forzatura alla storia che altrimenti mi sarebbe piaciuta di più (questo è il motivo per cui ha perso mezza stellina).

Eleanor è un bel personaggio, diverso da stereotipi e che è capace di far ridere e commuovere. Come lei anche Raymond, il collega che la accompagnerà in molte avventure, è una persona realistica. Per quanto riguarda tutti gli altri,  invece, sembra di essere circondati da stereotipi. I colleghi di lavoro, ad esempio, non emergono come personaggi singoli e dotati di personalità decise, bensì come un’entità unica che ha la mentalità di un bulletto di scuola. Nello stesso istante in cui leggevo il nome di un collega mi sfuggiva dalla mente, ma il fatto che avessero un ruolo così superficiale mi ha consentito di non perdere nulla della storia.
C’è qualche personaggio che ha un ruolo più influente, ma nessuno di loro viene veramente approfondito. Questo non è un aspetto totalmente negativo perché si capisce che l’autrice voglia concentrare la sua attenzione su Eleanor e la sua storia.

L’argomento della depressione viene descritto in modo esemplare, realistico e concreto. Il modo in cui racconta il dolore e il senso di solitudine fanno comprendere che Gail Honeyman ha veramente approfondito l’argomento.
La parte sulle violenze è anche questa scritta bene, anche se non con la stessa intensità della depressione. Ciò che ha vissuto Eleanor colpisce molto e la sua resilienza è ammirevole.

Lo stile di scrittura è tipicamente inglese, negli ultimi anni ho notato che la gran parte degli autori provenienti dalla Gran Bretagna hanno uno stile diverso, più lento e flemmatico rispetto agli americani. A me personalmente dopo un po’ stanca, però ci sono molti che apprezzano proprio questo tipo di scrittura quindi anche questo aspetto è molto soggettivo.

Non sconsiglio il libro, ma allo stesso tempo non lo consiglio pienamente. Se siete attratti dalla trama e volete leggerlo fatelo tranquillamente, in molti punti è infatti divertente e profondo. L’unico consiglio che voglio darvi è di non avere aspettative troppo alte così da non rimanere delusi.

Buona lettura!
• Caty •

Annunci

2 risposte a "Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman ~ Recensione"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...