Girl Power –  La rivoluzione comincia da scuola di Jennifer Mathieu ~ Recensione

Girl Power –  La rivoluzione comincia da scuola di Jennifer Mathieu è un romanzo pubblicato da Mondadori Ragazzi e che vi consiglio. Questo libro è rientrato tra le mie letture femministe preferite perché spiega tramite gli occhi di una sedicenne cosa significa femminismo e mostra come, anche se una cosa è accettata dai più, non vuol dire che sia corretta.
Voto: 🌟🌟🌟🌟🌟

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TRAMA

Viv non ne può più: è stanca delle rigide regole sull’abbigliamento che vigono nel suo liceo, e che sembrano punire soltanto le studentesse, è stanca del clima che si respira nei corridoi, dove i membri della squadra di football giocano a palpa-e-fuggi, prendendo di mira le ragazze e trattandole come oggetti. Ed è stanca dell’indifferenza degli altri. E così lancia un grido di lotta: crea una fanzine femminista anonima, “GRRRinta!”, ispirandosi a sua madre, vera ribelle punk negli anni Novanta. A poco a poco Viv trova nuove alleate ribelli, amicizie inaspettate e persino un amore, proprio mentre la protesta femminista cresce e la rivoluzione sta per avere inizio.

RECENSIONE

Il messaggio che questo libro vuole comunicare mi ha spinto a dare cinque stelle alla storia quando ero solo a metà, conclusa la lettura ho subito confermato la mia idea iniziale felice di aver finalmente letto e conosciuto questa storia.
Non è un libro perfetto, ma ha tanto da insegnare, specialmente a chi ha falsi preconcetti sul femminismo o si lascia influenzare troppo dalla massa.

La trama si concentra attorno a Vivian la tipica brava ragazza studiosa e rispettosa delle regole che vive gli anni delle superiori quasi rimanendo in disparte. Nella sua scuola non mancano episodi in cui le ragazze vengono impropriamente toccate, punite per le rigide regole di abbigliamento applicate solo a loro e trattate come inferiori sotto molti aspetti. Vivian non ne può più di tutto questo e decide così di scrivere una fanzina, una storta di giornalino, in cui dice BASTA. Basta al maschilismo e alla misoginia che spopolano incontrollati a scuola, basta alle ingiustizie che vede ogni giorno e che subiscono lei e tutte le altre ragazze.
Spinta da una nuova grinta sarà l’artefice di una rivoluzione femminista che parte tra i banchi di scuola e si diffonde rapidamente tra i corridoi e le vie della città.
Accanto a tutto questo Vivian vivrà amicizie, cotte e momenti tipici degli anni di crescita delle superiori. Imparerà molto su di sé, ma anche su coloro che la circondano ogni giorno.

La storia mi ha davvero emozionata, ci sono frasi  che ho ritenuto così importanti dal dovermi prendere un momento per rileggerle e riflettere sul loro significato per me e la mia vita. Nonostante le varie trame chi si sviluppano, ho avuto la sensazione che ci fosse un filo continuo che univa gli insegnamenti che l’autrice voleva trasmettere e li inserisse a seconda del contesto proprio nel momento in cui potessero lasciare il segno.

La protagonista è una ragazza come tante e in cui è semplice rispecchiarsi, che si accende tra le pagine della storia e brilla con sempre maggiore intensità.
Tutti i personaggi, anche se marginali, hanno un impatto sul racconto e mostrano brevemente l’unione di realtà e vite diverse per una causa comune.

Lo stile è molto semplice, scorrevole e quasi elementare.
Come ho già scritto ci sono delle frasi che colpiscono molto, ma allo stesso tempo la storia è davvero semplice, per ragazzi più che per adulti. Non credo sia un difetto questo perché nella mia mente immagino un’adolescente, come lo ero io, che si imbatte in questo libro e trova proprio quello di cui era alla ricerca, o magari che non sapeva di stare cercando. Io sono femminista, ma per capire questo termine ho impiegato del tempo e, anche se ho iniziato a definirmi tale sin dalle superiori, credo che sia stato con anni di ricerca che ho realizzato cosa significasse veramente.Se avessi avuto un romanzo così a quindici o sedici anni mi sarei sentita la ragazza più fortunata del mondo, per questo motivo il fatto che sia scritto in modo molto semplice può rivelarsi più un pregio che un difetto.
La presenza poi di una storia d’amore può ampliare ancora di più il pubblico intetessato al racconto permettendo a un numero maggiore di persone di scoprirlo.

… mi rendo conto di cosa significa essere femminista: non umanista, egualitaria o altro. Femminista e basta. Non è una brutta parola. Anzi, a partire da oggi potrebbe diventare addirittura la mia parola preferita. Perché in sostanza si tratta di una mutua solidarietà tra ragazze che chiedono solo di essere trattate con rispetto in un mondo che si ostina a non riconoscere loro la dignità di esseri umani.

Se dovessi scegliere tra questo libro e Nowhere Girls che ho letto molto di recente devo ammettere di aver preferito il secondo perché racconta una storia più adulta e inclusiva, oserei dire straziante nella sua brutalità. Girl Power invece è un libro più semplice e tra le due è la storia che consiglierei alle lettrici e ai lettori più giovani.

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Buona lettura!
•  Caty •

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