Nowhere Girls di Amy Reed ~ Recensione

Nowhere Girls di Amy Reed è un romanzo edito da Piemme. Questo è un racconto potente ed emozionante che dovrebbe essere fatto leggere nelle scuole nonostante tratti di argomenti delicati come le violenze sia fisiche che psicologiche. Basta che una persona sola dica no affinché parta una reazione a catena capace di cambiare le cose. Ciò che insegna il libro è importante e fondamentale, sopratutto al giorno d’oggi in cui tutti si credono molto evoluti ma cadono sempre nei soliti stereotipi e compiono azioni inscusabili. È un racconto potente e profondo che consiglierò molto spesso quindi me ne sentirete parlare ancora per tanto tempo.

Voto: 🌟🌟🌟🌟🌟

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Trama

Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un’asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls.
 
Recensione
I punti di vista in questo romanzo sono molti e ciascuno è essenziale per capire la storia. I tre principali però sono di Grace, Rosina ed Erin.

Grace si è appena trasferita, la madre fa la predicatrice e a causa di questo ha dovuto allontanarsi dalla sua vecchia città e da quelli che credeva fossero i suoi amici. Lei è sovrappeso e nella sua stessa testa si inquadra solo in certe situazioni o contesti come ha appreso dai film. Ciò che non immagina è di trovare delle scritte incise nella sua nuova camera, delle silenziose grida d’aiuto da parte di qualcuno che non conosce e che non riuscirà a ignorare.

Rosina è messicana, oltre ad andare a scuola deve lavorare per la sua famiglia e si divide tra il ristorante dello zio e i cugini a cui deve fare da babysitter. Il suo sogno è avere una band e non dover sempre mettere la sua famiglia che non l’apprezza per prima. È lesbica e, tra questo ed il suo carattere ribelle, non va molto d’accordo con la madre. Nonostante all’apparenza sembri una dura ha un cuore grande e non si arrende, anche se la sua vita va in pezzi.

Erin invece è la terza protagonista, ha la sindrome di Asperger, ossia è autistica, ed è super sarcastica. Fa ragionamenti più profondi rispetto alle altre ragazze e spiega che cosa significhi avere l’Asperger per una ragazza e come lei percepisca il mondo esterno. Gli altri la trattano con sufficienza anche se è intelligente oltre la media. Conoscevo la sindrome di Asperger per via della serie tv Parenthood, ma vedere il mondo attraverso gli occhi di Erin e passare del tempo nella sua testa mi ha sorpreso molto. Non credo che in tanti sappiano che cosa significhi veramente vivere così, ma questo libro, seppur con i suoi limiti, è riuscito a mostrare quanta forza e coraggio ci vogliano per affrontare le proprie paure e le proprie difficoltà quotidiane e quanta poca informazione ci sia a riguardo. I luoghi comuni sono solo uno dei tanti problemi che affliggono la società e complicano la vita anziché semplificarla.

Le tre ragazze, unite da un senso di giustizia, si ritroveranno a combattere per ciò che ritengono giusto e a dare una voce non solo ad una vittima, ma a tutte le donne e le ragazze della comunità.
Questo racconto è potente e veritiero. Quante volte noi donne ci siamo ritrovate ad affrontare eventi simili? Quante volte la paura ci ha bloccate? Quante volte abbiamo dovuto ripetere un no? Ciò che ho apprezzato della storia non è stato solo il sottolineare l’ingiustizia dell’essere trattate diversamente perché ragazze, ma la disparità in ogni aspetto e grado. Non solo gli uomini, ma anche le donne stesse ignorano e giustificano azioni da condannare, quando con una sola parola si potrebbe bloccare tutto sul nascere. Al giorno d’oggi serie tv, libri, film cercano di insegnare ed educare al rispetto e all’uguaglianza e sono grata per questo. Spesso argomenti del genere non vengono affrontati nelle scuole e nelle famiglie, ma se ne dovrebbe parlare e discutere molto di più. Le Nowhere Girls sono un perfetto esempio di forza e coraggio, intelligenza che non si ferma ad una ragazza ma le unisce tutte.
Non c’è nulla di scontato ed Amy Reed va oltre le convenzioni denunciando ogni aspetto della cultura dello stupro.

I personaggi non sono stereotipi, sono tutte le ragazze, diverse per colore della pelle, religione, cultura, status sociale, anche trangender, lesbiche, bisessuali.
Con la sua crudezza il libro riesce a raccontare eventi orribili, alleggerendolo in modo da non risultare troppo pesante e regalando anche alcuni aspetti degli young adult che non spezzano la trama ma la arricchiscono.

Ciò che il romanzo grida a gran voce è che TUTTE NOI SIAMO IMPORTANTI.
Bisogna SEMPRE impedire che la verità venga nascosta e che un certo genere di comportamento venga giustificato e ignorato.
Questo è un inno alle donne, al femminismo e all’unione.

Buona lettura!
• Caty •

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2 risposte a "Nowhere Girls di Amy Reed ~ Recensione"

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