Ghiaccio come fuoco di Sara Raasch ~ Recensione

Ghiaccio come fuoco di Sara Raasch è il secondo libro della trilogia che ha visto lo scorso anno la pubblicazione del primo romanzo Neve come cenere e che presto sarà conclusa anche in Italia con la pubblicazione dell’ultimo libro. Neve come cenere è stato uno dei libri migliori letti nel 2017, avevo amato la storia davvero molto per questo motivo avevo aspettative alte che sono state catastroficamente deluse dal secondo libro della serie. Non avevo letto recensioni o pareri riguardo il secondo romanzo, avevo solo sentito dire qualcosa di positivo, ma non ricordavo nulla di specifico. Sfortunatamente ci sono stati così tanti problemi con questa storia che non ho provato la stessa felicità ed eccitazione nel leggere. Nella recensione entrerò nel dettaglio, ma se non avete letto ancora il primo vi consiglio di passare a quella recensione di cui vi lascio il link qui sotto.
Voto: 🌟🌟

Neve come cenere  (#1): recensione

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Trama

Da tre mesi i sudditi del Regno d’Inverno sono stati liberati e il re di Primavera, Angra, è scomparso, grazie soprattutto all’aiuto di Cordell. Ma ancora non c’è pace per gli inverniani: devono pagare il debito verso Cordell, e sono così costretti a lavorare nelle miniere. Dove portano alla luce qualcosa di molto potente e altrettanto pericoloso: l’abisso della magia di Primoria. Potrebbe essere l’arma definitiva per sconfiggere Angra, ma l’ultima volta che il mondo ha avuto accesso a una magia simile è precipitato verso la rovina. Così, quando il re di Cordell ordina a Meira e Theron di partire alla ricerca dei segreti della magia, la ragazza pensa di usare quel viaggio per radunare alleati con un unico scopo: evitare che i poteri dell’abisso vengano liberati. È l’unico modo per proteggere il suo popolo, e Meira è disposta a tutto pur di tenere gli inverniani al sicuro. Ma dentro di lei inizia a farsi strada un dubbio: e se la sua missione non fosse combattere solo per Inverno, ma per tutto il mondo? Saprà farlo senza mettere in pericolo le persone che ama?

Recensione

Non mi sarei mai immaginata di restare così delusa da una serie del genere. Solitamente il secondo libro è un po’ fiacco, ma in questo caso c’è molto di cui doversi lamentare. In generale la storia resta bellissima e il libro è interessante, sopratutto perché ci svela dei retroscena che ancora non si erano visti con il primo romanzo.

Meira ora è la regina di Inverno, Angra è stato battuto ed è scomparso e la giovane sovrana deve imparare a gestire la sua posizione così come i neoacquisiti poteri. Gli inverniani devono la propria libertà a Cordell e quindi passano le giornate a lavorare nelle miniere per Noam, il re di Cordell e padre di Theron. Quest’ultimo è sempre innamorato di Meira e, mentre cerca un modo per liberare la magia, inizia a mostrare un nuovo lato di sé. Meira affronterà un viaggio in cerca di alleati attraverso i vari regni, accompagnata da Theron e alcuni inverniani, imparerà a conoscere i diversi popoli e i loro sovrani. Allo stesso tempo Mather, ex re di Inverno e ora semplice Lord cercherà di capire come affrontare il presente ora che ha scoperto la verità sul suo passato e su Meira, mentre dovrà vedersela con i suoi sentimenti verso l’amica di infanzia e altri inverniani che come lui non vogliono a lasciarsi sottomettere di nuovo da un altro regno.

Ho cercato di riassumere la trama senza spoiler come sempre e, da quello che potete vedere, già leggendo queste poche righe si nota il distacco dal primo libro. Questo romanzo parla di politica, di strategie e alleanze, ma è molto piatto dal punto di vista dello sviluppo della trama. In sostanza succedono eventi anche importanti, ma è tutto noioso. Il maggiore punto debole a mio parere è la mancanza di azione che aveva tenuto incollati nel primo libro. Insieme ai colpi di scena, l’azione aveva incatenato alle pagine facendo divorare il romanzo con avidità. In questo secondo volume invece solo nell’ultima cinquantina di pagine la storia torna ad essere quella del primo libro, acquistando di nuovo ritmo ed energia.

Ma per tutto il resto del tempo è lenta e difficile da seguire con attenzione. Ci sono così tanti nomi e luoghi da aver suscitato in me  confusione anziché interesse. Il mondo è complesso e già nella prima parte del primo libro l’autrice aveva dovuto costruirlo dal nulla. In questo seguito mi aspettavo sì di conoscere gli altri regni, ma l’eccesso di informazioni e il continuo viaggio da un posto all’altro con l’introduzione di personaggi dal nome complicatissimo non ha reso per nulla scorrevole la lettura.

Un altro punto debole sono appunto i personaggi. Anche nel primo romanzo non erano molto strutturati quelli di contorno, ma qui non è questo il problema.
Meira, la fantastica protagonista  che emozionava, lottava e mi aveva fatto adorare il suo mondo è diventata noiosa, ha perso la forza e il fuoco (o dovrei dire ghiaccio) che le scorreva nelle vene. Capisco che debba agire da sovrana e quindi ponderare le scelte e comportarsi di conseguenza, ma qui non si è trattato di questo. Mancava proprio quel quid in più che la rendeva Lei. Dubita di tutto, lascia che le tolgano le armi e si fa maltrattare senza reagire. Quando prima prendeva decisioni di vita o di morte sapeva far emozionare, ora non sa nemmeno allacciarsi un vestito senza dubitare di sé, delle sue scelte, dei suoi poteri e così via. Non mi sarei mai aspettata un cambio tanto drastico da un personaggio così bello. Solo alla fine finalmente ritorna in sé e la fiamma sembra riaccendersi un pochino.
Mentre scrivevo questa recensione mi è venuto in mente che forse l’autrice è partita dalle ultime pagine di questo romanzo, scrivendo i capitoli finali e poi ha ripreso la storia dopo qualche tempo dal principio scrivendo rapidamente per rispettare le scadenze, questo spiegherebbe il divario nel romanzo.

Comunque tornando ai personaggi, un altro aspetto importante era il triangolo amoroso. Nel primo libro non mi ero ancora schierata e anche ora non saprei chi scegliere, ma per motivi diversi. Prima mi piacevano abbastanza entrambi, adesso vorrei che Meira li eliminasse con il suo chakram.

Theron è totalmente diverso dal ragazzo premuroso e buono che avevamo incontrato. In questo romanzo sembra abbia un disturbo della personalità che alla fine può anche essere interessante, ma unito al modo in cui tratta Meira mi ha fatto davvero venire voglia di prenderlo a schiaffi. Sicuramente tutto ciò che fa e dice è dovuto ad una serie di motivi e all’ingenuità, ma non può giustificare ogni cosa a questo modo. La bacia per zittirla, la tratta come una proprietà, le mente e la dà per scontata in continuazione, non le chiede mai come sta o la sua opinione. È diventato una versione superficiale e piatta di sé.

Mather d’altro canto non è molto meglio, anche se ammetto che verso di lui non ho provato disgusto. In questo romanzo ottiene un punto di vista che si alterna a quello di Meira. Spesso, se non sempre, avrei voluto saltare i suoi capitoli e leggere solo quelli di lei perché, sinceramente, sono uno spreco di carta. L’autrice avrebbe potuto raccotare tutta la sua storia in una ventina di pagine o poco più. La sua crescita rispetto a prima non è evidente però non ha fatto passi indietro al contrario di Theron e Meira. Trovarsi in un nuovo status e dover far conciliare questo con la sua nuova vita mi ha fatto provare empatia per lui. Se solo avesse mostrato più spina dorsale forse avrebbe potuto essere interessante leggere il suo punto di vista.

Sembra mi stia accanendo molto contro il romanzo, ma voglio sottolineare che ho riflettuto a lungo su questa recensione, mi sono presa del tempo per scriverla e per capire come mi ha fatto sentire la storia. Nonostante il mondo creato da Sara Raasch sia speciale, avrei voluto di più.
Cosa avrei fatto di diverso? Quando si scrive un romanzo solitamente ci si basa sul proprio istinto e a volte non si può decidere dove andrà la storia. Secondo me questo libro avrebbe dovuto essere una raccolta di racconti, ciascuno ambientato in un regno diverso e che raccoglie i capitoli di quel viaggio.

In totale sarebbero tre o quattro a cui aggiunere una breve storia su Mather. In questo modo Sara Raasch avrebbe potuto raccotare la stessa storia ma non presentandola così. Questa è semplicemente la mia opinione e voglio dire di nuovo che ho passato parecchio tempo a pensare ad ogni aspetto del libro.
Se ci fosse stata più azione, più attenzione almeno al personaggio di Meira o una migliore organizzazione allora sicuramente avrebbe raggiunto la sufficienza.

Questa è solo la mia modesta opinione, voi sicuramente la penserete in modo diverso ed è giusto così. Io leggerò anche l’ultimo romanzo, abbasserò le mie aspettative così da non rimanere delusa, ma immagino che, seguendo la linea del finale, sarà pieno di emozioni intense e più movimentato.
Incrocio le dita sperando nel meglio.

Buona lettura!
• Caty •

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2 risposte a "Ghiaccio come fuoco di Sara Raasch ~ Recensione"

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