La promessa di Natale di Sue Moorcroft

La promessa di Natale di Sue Moorcroft è un romanzo edito Newton Compton. Tra i vari titoli natalizi che questa Casa Editrice sta pubblicando questo ha attirato la mia attenzione in modo particolare e proprio con questo titolo ho deciso di inaugurare le mie letture natalizie.
Il libro è carino e in generale mi è piaciuto, ho riscontrato però due problemi con la storia che hanno inciso molto sul mio giudizio. Nella recensione vi spiegherò tutto.
Voto: 🌟🌟🌟

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TRAMA

Ava confeziona cappelli su misura, ma la sua vita è tutt’altro che perfetta. I clienti scarseggiano, ci sono le spese da pagare, un ex fidanzato assillante e, come se non bastasse, il Natale è alle porte. Ava detesta le festività natalizie, soprattutto da quando non c’è più sua nonna, l’unica nella sua famiglia che le abbia mai fatto assaporare lo spirito del Natale. In una fredda sera di dicembre, nella vita di Ava piomba Sam Jermyn, il capo della sua coinquilina Izz. Tra i due volano scintille, e non in senso del tutto positivo. Sam non si lascia scoraggiare dalle resistenze di Ava e, deciso ad aiutarla, le commissiona un cappello per una persona che gli sta molto a cuore. Complice la magia di un Natale che si rivelerà indimenticabile, Ava si ritrova così a impegnarsi in una promessa che le cambierà la vita.

RECENSIONE

C’è aria di Natale, con una cioccolata calda e una coperta morbida a fare compagnia è il momento perfetto per dedicarsi a film e letture natalizie. La promessa di Natale ha tutte le carte in regola per accompagnarvi in questo periodo.

Ava è una ragazza che vive con la migliore amica Izz e che è proprietaria di una modisteria, ossia fa cappelli su misura. Da quando si è messa in proprio gli affari non ingranano e deve trovare un modo per arrivare faticosamente a fine mese. Certamente non può permettersi di rifiutare un lavoro e quando Sam, l’affascinante capo della sua amica, le commissiona un cappello a pochi giorni da Natale, Ava deve rimboccarsi le maniche e creare un’opera molto speciale per il suo nuovo cliente. Tra Ava e Sam c’è un legame particolare, non è amicizia, né amore, ma sin da subito il filo che li collega continua a intrecciarsi e fa sì che si incontrino in continuazione.
La storia però non è un semplice racconto d’amore, bensì affrontata tante tematiche diverse. Sullo sfondo del Natale e di una Londra sempre magica scopriamo pian piano qualcosa sulla vita di Ava e di Sam. I due punti di vista si alternano nei capitoli e mostrano una panoramica di entrambi i personaggi e di ciò che li ha portati l’uno nella vita dell’altra.
La seconda parte del libro è la mia preferita, se non fosse stato per l’evolversi degli eventi avrei probabilmente bocciato il romanzo, invece si è ripreso superata la metà e alla fine mi ha davvero coinvolta.

I motivi per cui all’inizio non mi convinceva sono il fatto che il romanzo tratta un tema delicato in modo abbastanza superficiale e il modo di esprimersi dei personaggi. Per quanto riguarda il primo problema, il tema trattato è quello della minaccia di diffusione di immagini private da parte di un ex. Io non giudico la scelta di Ava di farsi quelle foto, nell’intimità si sentiva sicura e,  anche se ormai sentiamo di continuo quanto episodi del genere possano rovinare la vita di qualcuno, questo non deve dare il diritto a nessuno di sentirsi libero di minacciare la persona ritratta nelle foto o i loro cari. Ciò che non mi è piaciuto è stata la leggerezza con cui all’inizio si affronta l’argomento, mano a mano che procede la storia si analizza di più il fenomeno ma essendo una lettura natalizia rimane sempre una superficialità che non sono riuscita ad ignorare. Nella seconda metà del libro comunque si mettono in luce altri aspetti e si compensa a delle mancanze, forse dovute alla rappresentazione di Ava che effettivamente non conosceva l’argomento nel dettaglio. Comunque sia consiglio a chi vuole saperne di più di visitare gli appositi siti e informarsi sull’importanza anche di questo reato.

Il secondo aspetto che mi ha fatto storcere il naso riguarda alcuni dialoghi, le risposte dei personaggi  o frasi sparse nel romanzo sono banali. Nel libro si passa dall’articolare pensieri nel modo tipico degli inglesi, alla rappresentazione semplicistica di reazioni a certe notizie. Questi due punti, seppur importanti, perdono forza mano a mano che si procede la lettura. Come ho già sottolineato, la seconda parte affronta meglio e analizza con più attenzione anche il linguaggio usato.

Se state cercate una storia da leggere a Natale vi consiglio questo libro, non è una lettura molto leggera né semplice e richiede impegno, però fa sorridere e regala un finale molto bello.

Se avete già letto il libro forse vi sarete accorti che nella recensione ho deciso di evitare un altro dei temi importanti trattati dal romanzo relativo alla madre di un personaggio, ho deciso di non approfondire l’argomento perché è un colpo di scena importante e allo stesso tempo credo sia trattato con la necessaria attenzione a differenza della tematica che ho analizzato. Spero che la lettura vi abbia fatto compagnia o vi farà compagnia in questo mese di festa.

Buona lettura!
• Caty •

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