Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian (Recensione)

Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian è un romanzo pubblicato da Newton Compton lo scorso aprile. Il libro racconta una storia triste e in parte romantica, un viaggio alla scoperta di sé quando tutto ciò che si pensava di consocere scompare davanti ai propri occhi.

Voto: 🌟🌟🌟🌟

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Titolo: Noi, gli unici al mondo
Autore: Siobhan Vivian
Editore: Newton Compton
Uscita: 20 aprile 2017
Pagine: 414
Prezzo: 10,00
Prezzo e-book: 0,99

Trama

Cosa puoi fare se la tua città si sta inabissando, sommersa dall’acqua, e a tutti è stato ordinato di fare i bagagli e andarsene? Mentre gli adulti sono impegnati a pensare a come sarà il futuro, a mettere al sicuro i propri beni e a cercare nuovi luoghi in cui poter vivere, Keeley Hewitt e i suoi amici vogliono invece trovare il modo per rendere indimenticabili le ultime ore che trascorreranno insieme ad Aberdeen. E allora ecco che cominciano a organizzare feste nelle case abbandonate, gare in canoa lungo le vie ormai allagate della città. Per Keeley, lasciare quel posto significa anche dire addio al ragazzo che ha sempre amato. Ma proprio quando crede di aver perso tutto, ecco che il destino le regala un incontro inaspettato. E forse la fine di Aberdeen coinciderà con l’inizio della sua prima storia d’amore…

Recensione

Non è il libro che mi aspettavo, mi ero fatta una certa idea dopo l’uscita negli Stati Uniti, che avevo cambiato in seguito leggendo le recensioni discordanti. Per me Noi, gli unici al mondo ha significato molto per quanto e come mi ha portato a riflettere.
Questa è una lettura perfetta per i giorni di pioggia, credo infatti di averne letto almeno il 95% mentre fuori imperversava la tempesta e mi sono lasciata cullare dalle parole e dal suono del vento e della pioggia in sottofondo.

Il romanzo racconta la storia di Keeley, una adolescente che non vede l’ora di lasciare la sua cittadina, ma che quando vede davanti a lei i giorni contati si aggrappa alla speranza e alla nostalgia. Aberdeen, la città in cui è nata e cresciuta, sta per scomparire e con essa tutti i ricordi e i legami che ha intessuto fino ad ora. A differenza della gran parte dei lettori lei è il personaggio che mi è piaciuto di più. Incasinata, spaventata e con un pessimo senso dell’umorismo, come tutti gli adolescenti dopotutto, Keeley si ritrova costretta ad affrontare qualcosa di più grande di lei vedendo scomparire davanti ai suoi occhi la realtà e mettendo in discussione letteralmente ogni cosa.
Questo è un libro così profondo e pieno di riflessioni che lascia con il cuore pesante dall’inizio alla fine in attesa dell’inevitabile sorte che ci viene presentata nel prologo. Fino all’ultimo si spera per la città, per i suoi abitanti, per le amicizie di Keeley e per suo padre. Tutto ciò che si teme e che spaventa diventa realtà e anche i legami più forti cedono davanti ad una tale distruzione.
La crescita e il percorso intrapreso dalla protagonista sono al centro del romanzo. La storia d’amore invece è, a mio parere, solo una piccola aggiunta al racconto.
Keeley è sempre stata innamorata di Jesse Ford e, proprio quando si avvicina la fine, tra i due nasce finalmente qualcosa. Il rapporto però non mi è sembrato reale o duraturo, solo un modo per  sostenersi a vicenda e per superare una situazione difficile avendo qualcuno accanto. Ciò che li unisce in altre condizioni avrebbe potuto essere più vero e sincero, ma per come ci viene presentata la storia si comprende che, a volte, ciò che pensiamo essere più giusto per noi è in realtà la scelta più sbagliata.

Gli altri rapporti che intreccia nel romanzo sono tutti complessi e fanno riflettere. Quando tutto cambia è difficile mantenere una relazione stabile anche con il proprio punto di riferimento, che sia la famiglia o la migliore amica e, inevitabilmente, anche quello muta lasciando senza il sostegno che si pensava di avere. Personalmente la migliore amica di Keeley mi ha sorpreso negativamente, all’inizio ho compreso quello che c’era tra loro e la presenza anche di una terza ragazza che si sentiva esclusa. Dopo tutti gli eventi però sono rimasta delusa dal suo comportamento, anche se mi ha stranamente soddisfatto il finale tra le due ragazze.
Il padre di Keeley invece è un’altra storia, all’inizio sembra l’eroe di cui tutti hanno bisogno in quel momento di catastrofe, ma alla fine si realizza che è solo la goccia che manca alla città per essere definitivamente sommersa e, allo stesso tempo, una pessima guida per la figlia. Il suo comportamento getta benzina sul fuoco della speranza in Keeley e non fa altro che alimentare il suo disagio così come i problemi che ne deriveranno.

Tutte queste relazioni e aspetti, nonostante il forte contrasto che hanno acceso in me, sono stati interessanti da leggere e mi sono piaciuti moltissimo. Detestare un personaggio, sperare in un esito diverso, credere fino alla fine nella rete in cui resta incastrata Keeley e combattere con lei in cerca di una via di uscita sono solo alcuni dei motivi per cui mi ha colpito tanto la storia.

Leggere un romanzo così a volte può risultare pesante ma la presenza di Levi, nemesi della protagonista, mi ha spinto a continuare e a sperare in maggiori interazioni tra i due. Ho adorato tutte le loro scene insieme e correvo tra le pagine in cerca di un dialogo tra i due anche se breve. Avrei preferito un maggior approfondimento del personaggio con più spazio alla sua storia, nonostante questo il mio affeto per lui e la gioia per quello che nasce tra Levi e Keeley, quando tutto attorno a loro sembra finire, mi hanno fatto emozionare e sperare in un futuro diverso per i personaggi.

Questa è una storia triste, ma non deprimente. È quel genere di tristezza che ti assale quando guardi l’ultimo episodio di una serie tv, quando scorrono le lancette nel tuo ultimo giorno di scuola o quando arrivi alla fine di un libro che tanto hai amato. Aspettativa e malinconia sono le due parole che secondo me meglio descrivono il libro: aspettativa per un lieto fine e malinconia verso l’inevitabile sorte a cui si va incontro.

Vi consiglio la lettura se cercate qualcosa di profondo, anche se all’apparenza superficiale, un romanzo pesante e leggero al tempo stesso, una protagonista esageratamente divertente e alla disperata ricerca della felicità.

Buona lettura!
• Caty •

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4 risposte a "Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian (Recensione)"

  1. Io keleey l’ho presa con tutt’altra filosofia. Il suo comportamento in parte è giustificato dell’innocenza, dall’amore e dal cercare di trovare qualcosa che ci faccia sorridere nonostante tutto vada male. In parte è dettato anche dall’infantilitá che ci sta anche.

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