Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas (Recensione)

Il trono di ghiaccio è un libro scritto da Sarah J. Maas e pubblicato in Italia da Mondadori che ha conquistato lettori di tutto il mondo. Ambientata in un mondo in cui la magia è bandita e le fate sono state cacciate, la storia è emozionante e sicuramente da leggere. Solo guardando la premessa del libro si capisce subito che questa serie fantasy unisce mistero, romanticismo, magia e umorismo e la fantastica protagonista è l’incarnazione di una perfetta badass che farebbe qualunque cosa pur di rimanere in vita.
Voto: 🌟🌟🌟🌟🌟

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Trama

Il tempo della magia è finito e sul trono di ghiaccio siede un re malvagio quando un’assassina giunge al castello. Il suo scopo non è uccidere, ma guadagnarsi la libertà. Dovrà sconfiggere ventitré contendenti in una sfida per diventare sicario di corte ed essere così rilasciata dalle terribili miniere di Endovier. Il suo nome è Celaena Sardothien. Presto la sua lotta per la vittoria si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza, perché un oscuro pericolo minaccia il suo mondo. A lei il compito di estirparlo prima della distruzione.

Recensione

Celaena Sardothien, l’assassina più famosa e letale di tutto il mondo, è rimasta un anno rinchiusa nel campo di sterminio di Endovier e, sopravvissuta per miracolo così a lungo, non spera più di essere libera. Un giorno però il principe Dorian di Adarlan e il capitano della guardia Chaol le propongono un accordo: la libertà in cambio della sua partecipazione ad un torneo che decreterà il nuovo paladino del re e, dopo quattro anni di servizio, finalmente potrà essere libera. Celaena sa di non poter rifiutare l’offerta, se resta nella prigione morirà mentre se vince riavrà la sua libertà, le cose però non vanno come se lo aspettava. Un male oscuro si aggira nel castello e tra sfide, allenamenti e libri, Celaena dovrà imparare a sopravvivere a palazzo, scoprire chi o cosa sta uccidendo gli altri paladini e affrontare i suoi sentimenti che la travolgono inaspettatamente.
Celaena unisce il suo fascino femminile a doti letali che la rendono temuta e disprezzata. Si pavoneggia con un bel vestito allo stesso modo con cui lo fa con una spada in mano e credo sia stato proprio questo aspetto a rendermela simpatica. L’eleganza nel combattimento si affianca ad una mancanza di maniere a tavola che la trasformano in un personaggio con spessore realistico, estenuante a volte, ma che tiene alta l’attenzione. Il suo obbiettivo è rimanere in vita e se per riuscirci deve tradire i suoi valori e la sua gente è disposta a farlo, questo la può rendere antipatica agli occhi del lettore, ma immaginate di trovarvi in una situazione simile, cosa sareste disposti a fare in cambio della libertà? Fin dove vi spingereste per continuare a vivere? A queste domande Celaena risponderebbe in modo egoista e del tutto comprensibile. La crescita del suo personaggio è percepibile attraverso le pagine e la sensazione di confusione che popola la sua mente viene condivisa dal lettore e, sicuramente nei seguiti, un pezzo alla volta, il puzzle prenderà forma. Celaena mette in discussione sé stessa, le sue scelte e le sue conoscenze in modo per nulla pretenzioso e dimostrando umiltà e saggezza sorprendenti per la sua giovane età. Il modo in cui ci viene descritta dopo la prigionia non è pedante e non vuole forzare la pietà di coloro che leggono, al contrario la compassione si alterna a rabbia e forza che motivano ad andare avanti sia la protagonista che il lettore stesso. Il duro allenamento e il fatto che i personaggi non siano magicamente sempre forti e perfetti, ma debbano lottare per ottenere una certa forma fisica, affinare le abilità, sentire dolore anche solo per un contraccolpo ha reso il tutto più realistico e, personalmente, ha materializzaro davanti ai miei occhi la storia in maniera molto vivida.
Un altro apprezzamento che voglio fare a Sarah J. Maas riguarda il fatto che per la prima volta una protagonista ha il ciclo mestruale. Mi rendo conto che è strano lodare questo aspetto di un libro, però ho trovato rinfrescante vedere una protagonista cazzuta, intelligente e determinata soffrire per i crampi da ciclo come almeno il 75% della popolazione mondiale femminile.

Passiamo ora ai due protagonisti maschili e al triangolo amoroso. Di solito non sono una grande fan dei triangoli, ma questo è così ben costruito da avermi ricordato quello di Cassandra Clare tra Jem, Will e Tessa. Sono stata combattuta per tutta la lettura cercando di capire da che parte schierarmi e, se il cuore mi dice Chaol, la testa vuole Dorian. Fossi in Celaena sceglierei entrambi e risolverei il problema.
Dorian è il principe ereditario, bellissimo e desiderato da tutti, infelice e tormentato dalle decisioni del padre disposto a sterminare chiunque in cambio di terre e potere. Tra il fatto che abbia problemi con il padre e che non sembra proprio piacergli essere principe, trova un’amica e confidente in Celaena con cui ride e, grazie alla quale, si sente veramente in grado di governare e fare del bene. Le scene tra i due sono dolcissime e fanno sorridere. Il personaggio di Dorian è abbastanza stereotipato, ma credo che nei seguiti avrà uno sviluppo che permetterà di conoscerlo meglio.
Una maggior carattererizzazione spero coinvolgerà il personaggio di Chaol di cui sappiamo ben poco. Il capo della guardia reale è un giovane, intelligente e astuto che mostra una bontà inusuale per un capo e rappresenta la forza di Celaena. Grazie a lui la protagonista riuscirà a superare le varie prove e troverà un amico oltre che un confidente. I sentimenti di Chaol restano racchiusi nel suo cuore per tutta la durata del libro.

La storia della Maas è scritta in modo così fluido che gli occhi restano incollati alla pagina tanto a lungo da perdere il senso del tempo e dello spazio. Lo stile è coinvolgente e fa sentire il lettore come fosse parte della storia. Ad ogni bacio tra i personaggi ho sentito un lieve sfarfallio nella pancia, non siamo ancora ai livelli di Rhysand e Feyre (se non li conoscete dovete leggere subito  A court of thorns and roses), ma credo ci siano le basi per far innamorare profondamente il lettore.
Se siete arrivati alla fine della recensione avrete dedotto che consiglio questo libro così come tutti gli altri scritti da questa autrice. Chissà quali sorprese mi attendono nei seguiti, per ora cercherò di evitare spoiler e a non perdermi ad Adarlan ogni volta che chiudogli occhi.

Buona lettura!
• Caty •

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6 risposte a "Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas (Recensione)"

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