La battaglia dei pugnali di Marie Lu (Recensione)

La battaglia dei pugnali è un romanzo di Marie Lu pubblicato da Newton Compton. Forse conoscete questa autrice per la bellisima trilogia di Legend che ho letto lo scorso anno e mi ha conquistato. Questa sua nuova serie è dolorosa e difficile da leggere, potrebbe non piacervi così come conquistarvi. Soffrirete leggendo queste pagine, piangerete probabilmente e vi arrabbierete, ma ne vale assolutamente la pena. Libri che ti fanno sentire così sottosopra e che hanno come protagonista un antieroe sono rari e preziosi. Sto ancora processando gli avvenimenti di questo libro per capire se sopravviveró ai seguiti che verranno pubblicati, spero molto presto, anche in Italia.

Voto: 🌟🌟🌟🌟🌟

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Trama

Adelina Amouteru è una sopravvissuta. Dieci anni fa il suo Paese è stato colpito da un’epidemia. Sono morti quasi tutti, e i pochi bambini rimasti in vita sono stati marchiati per sempre dalla malattia. I bei capelli corvini di Adelina sono diventati color argento, le sue ciglia bianche, e l’occhio sinistro è sostituito da una brutta cicatrice. Il suo crudele padre la considera un’appestata, una maledizione per la casata degli Amouteru. Ma i sopravvissuti hanno acquisito anche straordinari poteri magici, per questo la popolazione li chiama “Giovane Elite”. Teren Santoro è al servizio del re, dirige l’Inquisizione: il suo compito è scovare i sopravvissuti della Giovane Elite e annientarli. Lui li considera malvagi, eppure è lo stesso Teren a nascondere grandi ombre nel suo cuore. Enzo Valenciano fa parte della Compagnia della Spada, un gruppo segreto all’interno della Giovane Elite, nato con il compito di combattere l’Inquisizione. Ma quando incontrerà Adelina, scoprirà che la ragazza possiede poteri che mai nessuno ha avuto prima e cercherà di convincerla a combattere al suo fianco.

Recensione

Esco da questa lettura davvero a pezzi e con un peso nel petto. I libri di Marie Lu sono indubbiamente originali e speciali, questo ovviamente non è da meno però la storia cupa, piena di dolore e di difficoltà mi ha lasciato addosso una sensazione pesante e l’esigenza di leggere subito i due seguiti per scoprire il finale del racconto.
Il libro parla di Adelina, una ragazza che ha avuto una vita difficile, un padre violento ed è sopravvissuta ad una malattia che l’ha marchiata nel corpo e nella mente. Vive in un mondo in cui i marchiati come lei sono visti come mostri porta sfortuna, mentre alcuni tra loro sono in grado di esercitare poteri straordinari. Le Giovani Élites, così vengono chiamati i sopravvissuti dotati di abilità paranormali, saranno l’unica speranza di Adeline per imparare a usare l’oscurità che sente dentro di lei e il dolore che non sa gestire. La storia si svolge in un crescendo di emozioni e un susseguirsi di avvertimenti. Dopo qualche pagina si inizia a comprendere il mondo in cui veniamo trasportati e, anche se con qualche difficoltà, mi sono sentita coinvolta quasi da subito nella narrazione. È difficile a volte spiegare a parole il tornado di sentimenti che hanno fatto a gara durante la lettura per venire a galla. Leggendo di Adeline a prima vista risulta abbastanza arduo amarla, ma come ogni antieroe che si rispetti, più si conosce il suo modo di pensare e ciò che l’ha resa quello che è, e più crescono compassione e affetto nei suoi confronti. Il risentimento per l’autrice che nasce a causa della svolta inaspettata che prendono gli eventi spero che verrà spazzato via nel seguito, soprattutto grazie alla creacita che Adeline ha incominciato. La protagonista non è obbiettiva, vede solo dolore, mentre gli altri personaggi che ci vengono presentati sono tutti oscuri e misteriosi, mi piacevano e li detestavo allo stesso tempo mentre leggevo. Nessuno è stato in grado di vincere i miei dubbi eccetto Enzo. Quando finalmente pensavo di aver trovato una via di fuga dal caos tra le pagine, subito Marie Lu ha deciso di cambiare le carte in tavola e di nuovo mi sono ritrovata dispersa in un mare di dubbi e supposizioni errate.
Il paesaggio mi ha ricordato moltissimo Venezia e con tutti i nomi italiani, le gondole e i vari accenni alla bellissima città sommersa dall’acqua credo che l’ambientazione nella mente dell’autrice fosse proprio simile alla nostra città. Le descrizioni sia dei luoghi e che dei personaggi sono così complesse e allo stesso tempo aride che non hanno fornito un quadro chiaro fino a circa la metà del libro. Solo Adeline, Enzo e Raffaele ci vengono presentati con i dettagli necessari a vederli chiaramente davanti ai nostri occhi.
La storia è interessante e ha quel magico elemento che incolla alle pagine fino a che non arrivi all’ultima, divorando il raccoto come fosse linfa vitale alla sopravvivenza e alla fine boccheggiando in cerca di ossigeno. I colpi di scena non mancano e la situazione prende pieghe così inaspettate da rendere impossibile figurarsi un seguito, nonostante ci vengano dati vari indizi durante la storia. Dubito che rivedremo alcuni personaggi, se non come presenze che tormentano sia Adeline che il lettore, mentre probabilmente approfondiremo quello che viene introdotto nell’epilogo.
Un nuovo e affascinante mondo si è aperto davanti ai miei occhi e se volete una lettura diversa e che porti a porvi domande sul confine tra giusto e sbagliato, reale e immaginario, allora vi consiglio questo libro.

Buona lettura!
• Caty •

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