Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes (Recensione)

Madame Claudel è in un mare di guai è un libro scritto da Aurélie Valognes e pubblicato dalla Newton Compton. Questa lettura nonostante sia stata veloce e leggera non mi è piaciuta. Nella recensione indicherò sia gli aspetti positivi che negativi così da lasciare un quadro più completo del mio pensiero.
Voto: 🌟🌟
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Trama
Ferdinand Brun ha 83 anni, vive al numero 8 di Rue Bonaparte, ed è un uomo antipatico. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo -, è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere addirittura dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata signora Suarez. Gli inquilini del condominio lo evitano come la peste e cominciano a girare strane voci su di lui: c’è chi lo considera un vecchio matto, chi addirittura pensa che sia un serial killer. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al secondo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé…

Recensione
Il libro parla di Fedinand Brum, uno scontroso e solo uomo di ottant’anni che vive in un palazzo in cui quasi tutti i vicini lo odiano e la portinaia lo vorrebbe far esplodere solo con lo sguardo.
Partiamo da ciò che mi è piaciuto. Il libro è breve e i capitoli sono corti così che quando volevo leggerne uno finivo con lo scorrerne almeno tre in pochi minuti. Le avventure di Ferdinand sono condite da una vena di umorismo e ironia che rende piacevole e alleggerisce la storia.
La copertina poi è davvero bellissima, una delle migliori di quest’anno secondo me. Il titolo,  al contrario, non ha nulla in comune con il racconto, è accantivante ma Madame Claudel ha un ruolo marginale e forse con l’aggiunta di una virgola poteva avere un’affinità maggiore con la storia. La trama è okay, ma okay non fa sì che sia un buon libro. Con l’aggiunta di maggiori dettagli e informazioni poteva essere più equilibrata, gli eventi sono scanditi e hanno uno sviluppo interessante, la prosa è scorrevole e crea interesse. Ciò che guasta il libro sono i personaggi ed in particolar modo i dialoghi. Il protagonista Ferdinand Brum è difficile da apprezzare nonostante susciti compassione, nega l’evidenza e ormai crede sia inutile provare ad essere una persona migliore. L’ottuagenario (termine che ho appreso leggendo) è cocciuto e si lascia travolgere dagli eventi, gli unici momenti divetenti riguardano i suoi monologhi interiori. Passando sopra il fatto che all’inizio insulti le donne e la buona volontà di tutto e tutti, la sua evoluzione nella storia lo porta ad essere di nuovo qualcuno di benvoluto. Per tutti gli altri personaggi ci sarebbe voluta una migliore caratterizzazione, non per forza di pagine e pagine, bastava qualche espressione in più qua e là, ad esempio “corruccia la fronte”, “osserva basito”, un paio di parole in linea con lo stile del romanzo che li rendessero più reali.
I dialoghi poi sono il vero punto debole. Una bambina di dieci anni, seppur intelligentissima, non può parlare come una signora novantenne, un uomo ottantenne, una antipatica arpia di cinquant’anni, ecc. Non c’erano sfumature nel loro modo di esprimersi e questo li rendeva impersonali abbassando il rating del libro. Se solo ci fosse stato un’attenzione maggiore ai dettagli sicuramente questo libro sarebbe stato un capolavoro perché la base da cui parte è buona, forse è  mancata una revisione e una critica marcata che mettesse in evidenza i punti forti e deboli.
Ovviamente le critiche spero possano essere costruttive, infatti consiglio il libro. Se cercate una lettura leggera, senza pretese e che possiate finire in tre ore allora ve lo raccomando, questa è la mia opinione e molto probabilmente voi apprezzerete qualcosa che a me è sfuggito. È questo il bello della lettura dopotutto, come disse Edmund Wilson, “Non esistono due persone che leggano lo stesso libro”.

 

Buona lettura!

• Caty •


5 risposte a "Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes (Recensione)"

  1. Personalmente non mi è piaciuto molto. Piuttosto povero nei contenuti. Si è stato divertente ma molto povero nelle relazioni sopratutto con la bambina. A volte è stato troppo conciso e ristretto al necessario.

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